Alex Schwazer a OpenSpace
Alex Schwazer a OpenSpace

Alex Schwazer ha raccontato tutta la sua storia di atletica e doping nel corso di un’intervista a “OpenSpace” su Italia 1.

“La prima siringa me la feci nell’appartamento di Carolina in Germania – le parole di Alex Schwazer – ho aspettato andasse ad allenarsi e mi sono fatto la prima iniezione di Epo”.

Nel corso dell’intervista, in onda domenica 18 ottobre alle ore 21.25 su Italia 1, il campione olimpico di marcia a Pechino 2008, risultato positivo a un controllo anti-doping alla vigilia dei Giochi olimpici di Londra 2012, ha proseguito: “A Pechino 2008 ero pulito, ci sono le analisi, avevo un valore del sangue più basso della norma. Ho dei valori del sangue molto bassi: negli ultimi 25 anni non più di 5 campioni olimpici, di tutti gli sport di durata, di tutte le nazioni, hanno vinto con valori del sangue più bassi del mio”.

Nadia Toffa chiede a Schwazer se ci sono campioni dopati: “ – prosegue Schwazer – non dobbiamo illuderci che ci sia stato il mio caso adesso, 15 anni fa quello di Pantani e ora si riparte senza niente. Penso che sicuramente qualcuno si dopi, però penso anche che tanti vincono perché sono più forti degli altri”.

Quando Nadia Toffa gli chiede se non avesse paura a farsi le iniezioni, Alex Schwazer replica: “Quando ho deciso di fare questa cosa non avevo più paura di niente – se mi mancano più le gare o Carolina? Le gare. Devo dire questo perché la nostra storia è finita, nella vita si guarda avanti e sono convinto che ognuno troverà la propria strada. Anche quando stavamo insieme, lo sport veniva sempre al primo posto, ci organizzavamo in maniera che l’attività agonistica dell’altro non venisse mai influenzata”.

Alla domanda “Perché puoi tornare a gareggiare? Chi sei per meritarlo?”, l’atleta risponde: “Le regole parlano chiaro, non c’è una squalifica a vita da subito e se ci fosse la squalifica a vita a quest’ora sarei a casa con altre medaglie d’oro e mai mi sarei dopato – conclude Alex Schwazerin tanti ritornano senza dare nessuna garanzia per dimostrare che dopo la squalifica sono puliti. Io sto facendo analisi settimanali e insieme tutte le persone che mi seguono stiamo facendo il massimo per dimostrare la trasparenza. Probabilmente molte persone non cambieranno idea sul mio conto anche dopo il mio ritorno, ma chi si intende della disciplina sicuramente lo farà e più si andrà avanti e più lo capiranno”.

Pensi di vincere un’Olimpiade senza prendere l’Epo? “Sarei molto più fallito se stessi a casa davanti al pc a scrivere commenti su cose che non conosco. Io non torno per cercare di vincere una gara di paese, cercherò di andare forte nella gara più difficile e importante che c’è. È difficilissimo per tutti vincere l’Olimpiade, c’è il rischio che anche se dovessi arrivare secondo sarei un fallito, ma per chi se ne intende non è così. Perché per arrivare lì avrò fatto migliaia di chilometri a piedi in una cosa che ho odiato e ora non odio più. […] Sono convinto che tutti gli sportivi prima o poi passano dalla domanda “Lo faccio o non lo faccio?”. E nessuno lo dice perché è un tabù. Poi ci sono quelli bravi che resistono e vincono e quelli meno bravi, ma non si può dire che se uno ha barato una volta allora è un ladro sempre”.

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