OJ Simpson

O.J. Simpson, uno dei giocatori di football americano più importanti, festeggia oggi il suo 70esimo compleanno. Non è diventato però famoso solo per le sue gesta sportive, ma anche per una lunga e triste vicenda giudiziaria.

O.J. Simpson: star dello sport e della Tv

O.J. Simpson si fa conoscere sin da giovanissimo per la sua brillante carriera come giocatore di football americano. Nel 1969 diventa professionista nelle file dei Buffalo Bills. Nel 1972 diventa miglior running back.  I suoi successi proseguono l’anno successivo quando supera la soglia delle 2000 iarde corse durante la regular season.

La popolarità non si esaurisce sul campo. Nel 1974 anche il cinema si interessa a lui per i ruoli nei film “L’uomo del clan” e “L’inferno di cristallo”. Due anni dopo lo vedremo anche in “Killer Comando” e in “Cassandra Crossing”.

La carriera sportiva si conclude nel 1978 a San Francismo. Il cinema continua però a interessarsi a lui nelle pellicole “Capricorn One” e “Bocca da fuoco”. Nel 1985 si sposa con Nicole Brown. Il matrimonio terminerà però nel 1992.

O.J. Simpson: un’accusa terribile e il lungo inseguimeento

Nel corso degli anni Simpson è salito alla ribalta, suo malgrado, anche per un grave problema con la giustizia. Tutto comincia il 13 giugno 1994 quando vengono ritrovati in giardino i corpi, ormai senza vita, dell’ex moglie Nicole e di Ronald Lyle Goldman, un suo amico. Si tratta di due omicidi davvero brutali. Emtrambi sono stati accoltellati diverse volte. La donna è stata addirittura quasi decapitata.

Riuscire a rintracciare il colpevole diventa difficile a causa dell’assenza di testimoni. I due figli di Simpson e della donna erano infatti presenti in casa, ma dormivano. Quasi subito però gli inquirenti hanno in mente solo un nome tra i sospettati: Simpson. Un’idea che nasce anche dalle vecchie denunce per maltrattamenti effettuate ai suoi danni dalla consorte.

La situazione precipita il 17 giugno, quando viene convocato dalla polizia per raccontare la sua versione dei fatti. Quel giorno, però, lui non si presenta e decide di scappare. Dopo un lungo inseguimento, mostrato anche in diretta Tv, l’uomo viene fermato mentre si trovava a bordo di una Ford Bronco di colore bianco guidata da Al Cowlings, un altro suo amico.

Addirittura 100 milioni di persone seguono in Tv la sorte dello sportivo, che minaccia anche di suicidarsi con una pistola che aveva con sé. L’ex giocatore verrà poi arrestato presso la sua casa di Rockingham.

O.J. Simpson: una lunga vicenda giudiziaria conclusa con l’assoluzione

A partire dal 24 giugno 1995 Simpson viene sottoposto a processo con la gravissima accusa di duplice omicidio. L’accusa, guidata da Christopher Darden e da Marcia Clark, non va per il sottile e cerca di sostenere la colpevolezza dell’uomo sottolineando il suo carattere violento. Secondo la tesi dei giudici, l’uomo avrebbe ucciso l’ex moglie perché troppo geloso.

A rendere ancora più grave il quadro indiziario ai danni dell’imputato c’è la presenza di sangue rinvenuto nella sua auto. La difesa riesce comunque a segnare un punto a suo favore non appena dimostra che il test del DNA non è stato effettuato secondo le procedure standard previste. Alterazione e manipolazione non possono quindi essere escluse.

La vicenda arriva al suo epilogo il 3 ottobre 1995, dopo ben 250 giorni di processo, quando la giuria proclama O.J. innocente all’unanimità. Non è però tutto è finito. C’è chi infatti si lamenta per l’eccessiva velocità con cui si è arrivati al verdetto e questo porterà a un nuovo processo civile voluto dai parenti delle vittime. A prendere una decisione sulla sua sorte ora ci sono più bianchi che neri e si arriverà a un esito ribaltato. Questa volta Simpson viene ritenuto responsabile dell’omicidio dell’ex moglie e del suo amico, e obbligato a versare un risarcimento di otto milioni e mezzo di dollari alle famiglie, oltre al pagamento di ulteriori venticinque milioni di dollari per il risarcimento danni punitivo.

O.J. Simpson: i problemi con la giustizia proseguono

Recentemente sono arrivate altre grane giudiziarie a rendere più complessa la posizione dello sportivo. Nel 2004 viene accusato dal canale televisivo via cavo DirecTV di avere utilizzato apparecchiature elettroniche in modo illegale per riuscire a captare il segnale Tv. Questo lo porta a un risarcimento di 25 mila dollari, che si sommano ad altri 30mila dollari per le spese legali e processuali.

Altri problemi emergono il 16 settembre 2007, quando viene accusato, con altre quattro persone di furto di alcuni oggetti presenti all’interno di una camera d’albergo di Los Angeles. Lui prova a difendersi sottolineando che quei cimeli erano in realtà di sua proprietà, ma gli erano stati sottratti qualche tempo prima. Al processo non mancheranno i colpi di scena. In una delle udienze Simpson rivela di avere organizzato una vendita di cimeli finta per invitaregli esercenti della zona a portare i trofei, ma negando fermamente di averli minacciati attraverso l’uso di un’arma. Non tutto andrà come previsto nemmeno in questa occasione. uno dei complici ammetterà infatti di avere portato con sé una pistola.

Il 4 ottobre 2008 viene riconosciuto colpevole di rapina e sequestro di persona. La condanna a 33 anni di carcere sarà emessa a dicembre di quell’anno.

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