Il Ministero dell’Ambiente ha lanciato un’iniziativa molto interessante, denominata #italiasicura, il cui scopo è quello di riqualificare il sistema idrico italiano, potenziando le infrastrutture che in alcune regioni, specialmente nel Sud dell’Italia, sono assenti o gravemente dissestate.

D’altronde non ci troviamo, sicuramente, di fronte a qualcosa di così innovativo, anzi. Purtroppo l’Italia è un paese dove i disservizi sono all’ordine del giorno e anche la famiglia delle infrastrutture idriche non è esente da questo discorso: ritardi di 20 anni nella riorganizzazione del servizio idrico, cittadini di serie A e di Serie B e molto altro. La fotografia dell’Italia è davvero deprimente.


Motivo per il quale il Ministero dell’ambiente, attraverso #acquepulite e la missione #italiasicura, vuole dare una sterzata decisa in questo triste panorama italiano. A Roma incontro tra i rappresentanti delle Istituzioni e degli enti del settore, con il Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, il Vice Ministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincentis e Erasmo D’Angelis, Coordinatore #italiasicura.

Il Governo in questo settore ha assunto impegni concreti che la Struttura di missione #italiasicura, con il Ministero dell’Ambiente sta realizzando con l’obiettivo di far uscire alla svelta intere Regioni da condizioni inaccettabili, dare competitività ai territori, attrarre turismo e non disservizi e inquinamento. “Siamo qui per dire che siamo in grado di superare i gap infrastrutturali con un’accelerazione degli investimenti e un effetto positivo sui livelli occupazionali. Federutility li stima in una fascia compresa fra 160.000 e 220.000 posti di lavoro”, così oggi Erasmo D’Angelis intervenendo agli Stati generali #acquepulite” a Roma.

“Il sistema idrico, fognature e depurazione è ad un livello insostenibile, così come inaccettabile è l’inquinamento dei corsi d’acqua dovuto alla loro assenza e ad una scarsa cultura del rispetto di un bene comune fondamentale e alla licenza di inquinare che alla fine ha prodotto la cultura dell’assuefazione. Non ci facciamo più caso – ha concluso D’Angelisse non quando arriviamo sulle spiagge più belle del mondo e troviamo il cartello Divieto di Balneazione”.

L’obiettivo di questa campagna è quello di far nascere nella testa delle persone un uso consapevole dell’acqua, limitando l’inquinamento indiscriminato dei mari e delle falde acquifere. Il degrado delle acque emerge chiaramente dai dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica che evidenziano come circa 2 milioni di persone non siano allacciate alla rete fognaria e circa 9 milioni di persone abbiano ancora problemi con la quantità e la qualità dell’acqua del rubinetto.

Le risorse per intervenire ci sono ma non vengono spese. Solo nel 2011 e nel 2012, con tre Delibere del CIPE, sono state finanziate a fondo perduto opere idriche per complessivi 2,5 miliardi di euro nelle Regioni del Sud (CIPE 62/2011 per 695milioni, CIPE 87/2012 per 121 milioni e CIPE 60/2012 per 1,6 miliardi). Inoltre, dal 2007 i fondi strutturali europei rappresentavano un tesoretto da avviare a cantiere per circa 4,3 miliardi di euro per 1.296 interventi.

1 COMMENT

Rispondi