#InternetDay

Si celebra oggi il compleanno di Internet, denominato #InternetDay, un evento che non può certamente essere sottovalutato.

#InternetDay: la rivoluzione digitale parte da Pisa

Alle 18 del 30 aprile 1986 viene compiuta una svolta storica, anche se i protagonisti di allora non ne erano consapevoli. Quel giorno avviene infatti il primo collegamento Internet d’Italia, che mise in contatto Pisa con Roaring Creek, in Pennsylvania. Il primo messaggio che collega il nostro Paese al mondo dalla sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Cnuce.

Un cavo telefonico della Tim (allora Sip) l’ha portato fino all’Italcable, la società che gestiva le chiamate internazionali. Da lì è stato poi dirottato su Fucino (Abruzzo). A quel punto un’antenna di Telespazio (tuttora funzionante) l’ha sparato a un satellite sopra l’Atlantico, che l’ha rispedito verso la stazione satellitare di Roaring Creek, in Pennsylvania. L’Italia era collegata a Internet, ma nessuno lo sapeva.

L’innovazione era però in quel periodo davvero poco conosciuta per generare interesse. Solo più tardi avremmo capito la svolta compiuta in quella giornata. L’Italia, oggi criticata per essere spesso arretrata rispetto ad altri Paesi, può vantare invece un primato non da poco.

#InternetDay: le nuove sfide da vincere

Il primo segnale Internet arriva nel 1986 dopo ben cinque anni di tentativi del Cnuce (Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico del Cnr). In quell’occasione si puntava a sperimentare diversi standard di computer. Allora sembrava ancora impensabile capire che quel passo avrebbe poi portato alla nascita di Internet.

Quel collegamento non era però pianificato, tutto venne deciso all’ultimo minuto. “Era necessario infatti controllare che tutto funzionasse al Fucino, da cui partiva il segnale, ma anche che in Pennsylvania ci fosse l’operatore giusto – racconta a La Stampa Stefano Trumpy, in quel periodo direttore del Cnuce -. Con 64 KB al secondo potevamo trasmettere al massimo del testo. Che andava bene, perché ci interessava l’uso delle reti per le collaborazioni internazionali e nazionali tra centri di ricerca. Il resto no, non potevamo prevederlo. Adesso la circolazione dei dati riveste un’importanza sociale, economica, politica, più ancora della rete stessa.

Nonostante i progressi ottenuti in questi anni, la strada sembra essere ancora lunga. In futuro, con ogni probabilità, dovrebbe diffondersi sempre di più l’Internet delle cose. Difficile però che la rete possa spiare totalmente la popolazione. La potenza degli hacker è ancora troppo forte.

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