Ho ucciso Napoleone recensione: amori e vendette di una ex “donna-sofficino”

Ho ucciso Napoleone recensione: amori e vendette di una ex “donna-sofficino”

0 760
Ho ucciso Napoleone recensione

La famiglia, la carriera, il mondo del lavoro e le mille maschere che si indossano per sopravvivere in questo stressante mondo. Queste e tante altre le tematiche trattate da Giorgia Farina in Ho ucciso Napoleone, sua seconda prova dietro la macchina da presa dopo il successo di Amiche da morire.

Non solo commedia, ma anche dramma (e a tratti thriller): la vita di Anita (Micaela Ramazzotti) è un’alternanza di finzione e percezione di una spietata realtà. Single e brillante manager in carriera, si ritrova incinta del suo capo, suo amante clandestino da anni, padre di famiglia con due figlie. Licenziata in tronco, mediterà una tremenda vendetta con l’aiuto di altre donne conosciute per caso, tutte con un bagaglio bello grosso di guai e sogni.

Anita è una donna decisa, cinica, il cui credo è il lavoro, il cui obiettivo è conservarsi come un sofficino in un congelatore per sopravvivere al mondo esterno. La Ramazzotti lavora tanto sul personaggio, forse troppo, ma il risultato è positivo: permette di ironizzare sulla fattispecie “donna single in carriera”.

Decisamente secondari, nonostante l’importanza del loro ruolo nella trama, i personaggi maschili: Paride, il capo-amante (Adriano Giannini), è il tipico uomo che arranca, sopravvive fingendo una vita perfetta; Biagio, l’avvocato timido è impacciato (Libero De Rienzo) lascerà alla fine tutti a bocca aperta.

Un plauso alla regista per esser riuscita a districarsi in maniera elegante e furba all’interno di un contesto dalla facile retorica: la famiglia aperta con “lo scandalo” del genitore omosessuale, la frenesia femminile (e non sol) di voler apparire più che essere, la crisi di mezz’età del cinquantenne attratto dalle giovani ragazze, sono tutte tematiche toccate, ma intelligentemente non approfondite per non mettere troppa carne sul fuoco e, soprattutto, non cadere nel patetico. Insomma, una commedia che si allontana dalla tradizione, che strizza l’occhio ad un cinema che lascia un messaggio più vero, che mette l’umanità al centro di tutto.

Voto: 6 e 1/2

NO COMMENTS

Rispondi