Giornata mondiale contro l'AIDS

Il 1° dicembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale contro l’AIDS, un’iniziativa introdotta per sensibilizzare la popolazione mondiale su un’epidemia ancora attuale. Dal 1981 il virus ha provocato oltre 25 milioni di morti su scala globale.

Giornata mondiale contro l’AIDS: una malattia grave da non sottovalutare

La giornata mondiale contro l’AIDS è stata istituita su iniziativa del Summit mondiale dei ministri della sanità, che nel 1988 si erano ritrovati per cercare di realizzare una serie di programmi in grado di prevenire la malattia.

Ormai da qualche tempo l’allarme AIDS sembra essere drasticamente calato, ma non l’insorgenza e la diffusione della malattia. I numeri della situazione italiana sono infatti tutt’altro che da sottovalutare: al momento si contano 180 mila sieropositivi, con circa 4 mila nuovi casi ogni anni.

Molti, però, potrebbero essere ammalati ma non ne sono consapevoli. Come può accadere? Innnanzitutto perché sono poche le persone che si sottopongono al test. Non solo per poco scrupolo, ma anche perché nei primi anni chi ha contratto l’infezione non manifesta sintomi specifici. Riuscire a effettuare una diagnosi il prima possibile può essere davvero fondamentale per cercare di ridurre il più possibile la diffusione del virus e rendere quindi le terapie più efficaci.

Giornata mondiale contro l’AIDS: quanto è importante fare il test

Sottoporsi a controlli periodici, soprattutto se si ritiene di essere soggetti a rischio, è davvero fondamentale. Addirittura il 36% degli italiani, secondo gli ultimi rilievi, ammette di non avere mai fatto alcun controllo.

Verificare la propria situazione personale è però ormai davvero semplice. Da dicembre 2016 è infatti possibile acquistare in farmacia un autotest, che può essere eseguito semplicemente prelevando una goccia di sangue dal dito. Il risultato può emergere in soli 15 minuti. L’esito che può emergere è considerato particolarmente attendibile. C’è però un’unica condizione da rispettare: devono essere trascorsi almeno tre mesi dall’ultimo comportamento in cui si pensa di poter avere contratto il virus.

Se il test è positivo, è necessario effettuare un test di conferma presso una struttura sanitaria.

Giornata mondiale contro l’AIDS: la situazione attuale

In base agli ultimi dati emersi più dell’85% delle nuove diagnosi è attribuibile a rapporti sessuali non protetti. Nel 2015 i casi di trasmissione eterosessuale sono stati il 44,9%, mentre quelli di trasmissione omosessuale sono stati pari al 40,7%.

I più colpiti risultano essere giovani compresi nella fascia 25-29 anni, che spesso non prendono in seria considerazione i rischi a cui possono andare incontro. Al momento lo strumento migliore per proteggersi dal virus resta ancora il preservativo.