Festa della donna

Ogni anno l’8 marzo si celebra la Festa della Donna, una ricorrenza dal profondo significato simbolico volta a celebrare le appartenenti al sesso femminile che ancora troppo spesso vengono discriminate.

Festa delle donne: una ricorrenza che viene da lontano

La Festa della donna è una ricorrenza di portata internazionale istituita per celebrare i diritti ottenuti dalle donne nell’ultimo secolo. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, la strada da compiere sembra ancora piuttosto lunga.

L’origine di questa giornata risale a più di un secolo fa. Si deve infatti andare indietro gino al 1909 quando il Partito Socialista Americano decise di istituirla il 28 febbraio. In quella data l’organismo organizzò una manifestazione a favore del diritto di voto delle donne. Nel 1914 la tradizione è stata spostata per la prima volta l’8 marzo.

Festa della donna: perché si regalano le mimose

La Festa della Donna non è una ricorrenza tipicamente italiana, ma c’è una tradizione che caratterizza da tempo il nostro Paese: la mimosa. Ma perché scegliamo di regalare questo particolare fiore giallo l’8 marzo?

L’idea è stata lanciata nel 1946 da tre donne dell’UDI (Unione Donne Italiane). Il periodo non è casuale: la seconda guerra mondiale era finita da poco e quello era uno dei pochi fiori che fiorivano in quel periodo e acquistabili a basso costo.

La tradizione non era però così inusuale. Già durante il fascismo le donne che lavoravano in fabbrica si scambiavano un mazzo di mimosa. Il gesto voleva simboleggiare vicinanza e voglia di lottare insieme per i diritti delle donne. La mimosa è infatti un fiore collettivo, composto, cioè, da tante individualità, tanti pezzetti singoli che, insieme, compongono il fiore.

Festa della donna: la parità è ancora un miraggio

Le donne rappresentano spesso la parte forte della famiglia per la loro capacità di sacrificarsi per il bene dei figli ma senza rinunciare al lavoro. La celebrazione non dovrebbe però ovviamente avvenire solo un giorno all’anno.

Nonostante i proclami periodici volti a promuovere la parità dei sessi, la discriminazione è ancora una costante nella nostra società. Trovare un impiego stabile per molte è ancora difficile. A metterlo in evidenza è un’indagine pubblicata dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro: in Italia le donne con almeno un figlio hanno “un tasso di occupazione inferiore di oltre 15 punti percentuali rispetto a chi non li ha” (“rispettivamente il 55,2% e il 70,8%”). La differenza è ancora più evidente per chi ha almeno tre figli.

A rendere ancora più pesante lo scenario ci sono gli episodi di stalking e violenze. I numeri sono davvero spaventosi: più di 100 donne all’anno sono vittime di femminicidio.