joe cocker
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E’ morto Joe Cocker, cantante simbolo di quella Woodstock che segnò un cambio radicale nei costumi societari di tutto il mondo. L’annuncio del suo decesso, avvenuto a soli 70 anni, è stato dato dal suo agente, Barrie Marshall, ai microfoni della Bbc: “Era semplicemente unico, sarà impossibile riempire il vuoto che lascia nei nostri cuori”. Chi ha vissuto l’epoca di Woodstock sa che quel gruppo di giovani artisti ha rischiato seriamente la vita, facendo uso eccessivo di alcol e droghe. Joe Cocker, con Jimmy Page alla chitarra, aveva inciso una strepitosa versione rock blues di “With a Little Help From My Friends”.

joe cocker
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Voce roca, movenze insolite, fu grazie al cinema, negli anni ’80, che tornò sulla retta via: la sua “You Can Leave Your Hat On” era l’accompagnamento dello spogliarello sexy di Kim Basinger in “9 settimane e1/2”. Senza dimenticare il duetto con Jennifer Warnes, quel “Up Where We Belong” inserito come colonna sonora di “Ufficiale Gentiluomo”. L’ultima, grande canzone che ci si ricorda di lui data 1987, “Unchain My Heart”. Nel 2007 è stato nominato Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico: la sua voce roca è stato un marchio di fabbrica quasi indelebile.

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Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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