Oggi, 9 gennaio, è il compleanno di Domenico Modugno, che avrebbe compiuto 86 anni se quel 6 agosto del 1994, un sabato, un infarto non se lo fosse portato via prematuramente. Nato a Polignano a Mare, in Puglia, Domenico Modugno è stato tutto: cantautore, attore, chitarrista, regista e politico. Uno dei padri fondatori della musica italiana contemporanea, ha scritto qualcosa come 230 canzoni, ha recitato in 38 film per il cinema e 7 per la televisione, oltre a 13 spettacoli teatrali e ad aver condotto programmi televisivi.

Memorabile il Festival di Sanremo del 1958, quando visse la rassegna canora con una canzone che sarebbe passata alla storia e avrebbe fatto il giro del mondo: “Nel blu dipinto di blu”, universalmente conosciuta come “Volare” per via del suo ritornello orecchiabile. In totale, per lui, alla fine arrivarono ben quattro successi al Festival di Sanremo. Ancora oggi, a così tanti anni di distanza, le sue composizioni rimangono una pietra miliare e composizioni molto orecchiabili. Deputato e dirigente del Partito Radicale, si impegnò per l’affermazione dei diritti dei disabili e per la diffusione delle norme a tutela degli artisti.

La sua vita iniziò ad incrinarsi nel 1984, quando venne colpito da un ictus che il medico di servizio non riconobbe come tale. Ricoverato d’urgenza, rimase paralizzato a metà. Da lì s’interruppe la sua attività musicale, ma iniziò quella sociale e umanitaria. Tornò a cantare nel 1991, quando ebbe però un attacco cardiaco. La sua ultima apparizione in pubblico nel 1993, a Polignano a Mare, quando tenne l’ultimo concerto della sua vita di fronte a 70.000 persone. Infarto nella sua casa a Lampedusa: il 6 agosto 1994, a 66 anni, si spegneva la vita di Domenico Modugno. Della musica italiana fatta a persona.

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