Disturbi mentali: il male del 2015 degli italiani

Disturbi mentali: il male del 2015 degli italiani

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In Italia, secondo una recente ricerca della Società Italiana di Psichiatria, ben 17 milioni di persone soffrono di disturbi mentali. Tra questi, 8 milioni di persone soffrono di disturbi d’ansia, 4 milioni di insonnia, 4 milioni di depressione e oltre 1 milione di disturbo post-traumatico da stress. Secondo la ricerca, i soggetti più esposti risultano essere le donne: depressione, ansia, demenze e conseguenze della violenza domestica sono una vera e propria emergenza sociale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo sono circa 400 milioni le persone attualmente affette da disturbi mentali, o che soffrono di problemi psicosociali. La depressione è attualmente la quinta causa di mortalità e di disabilità nel mondo e, secondo i dati dell’OMS, la patologia potrebbe raggiungere il secondo posto entro il 2020.

Nell’ambito della psichiatria la legge Basaglia del 1978 ha rivoluzionato l’approccio al paziente, riconoscendo ai malati il diritto ad un’ adeguata qualità di vita: il malato psichiatrico non deve essere sradicato dal proprio contesto umano e dai propri affetti, ma anzi deve essere aiutato innanzitutto a fare sì che la sua patologia non comporti tagli netti con tutto ciò che questi contatti rappresentano per lui.

Tra i centri d’eccellenza in Italia che fin dalla sua fondazione ha anticipato e poi realizzato in forma compiuta questa legge, c’è la Casa di Cura Le Betulle ad Appiano Gentile, in provincia di Como. Già dall’epoca della sua apertura, nel 1966, Le Betulle ha fatto del rispetto per il malato il suo principio ispiratore, ponendosi in una posizione contestativa e rivoluzionaria nei confronti delle strutture psichiatriche del tempo. È una struttura totalmente “aperta”, senza inferriate alle finestre e chiavistelli alle porte.

La Casa di Cura Le Betulle è stata da sempre all’avanguardia nella cura delle patologie del sistema nervoso”, afferma il Dott. Francesco Guida, Amministratore Delegato della Casa di Cura Le Betulle. “Non esiste un reparto per pazienti psichiatrici separato dagli altri reparti: il paziente psichiatrico è uguale a tutti gli altri pazienti, con grande vantaggio per la sua autostima, troppo spesso “maltrattata” e per i tempi di guarigione. Inoltre, essendo una struttura privata non accreditata, il paziente psichiatrico sceglie volontariamente se farsi curare e quanto rimanere ricoverato: ciò determina un rapporto medico-paziente completamente diverso rispetto alle strutture pubbliche e private accreditate, che possono ricorrere a strumenti coercitivi, un rapporto che in ultima analisi diventa di alleanza e collaborazione”.
Durante il ricovero alla Casa di Cura Le Betulle il paziente non viene “lasciato solo”: in particolare nelle fasi più delicate della terapia, viene favorita o addirittura richiesta la presenza di un parente o amico 24 ore su 24. Ove non fosse disponibile questa figura, esistono cooperative di accompagnatori esperti a disposizione.

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