Luca Talotta

Con il cuore aperto, le scarpe in mano e la consapevolezza di aver imparato, ancora una volta, qualcosa di nuovo. Il Piemonte, da sempre terra di grandi pensatori, è una regione dai sapori inconfondibili e dal territorio ricchissimo. Ed è stata proprio questa la nostra mission: scoprirne i lati nascosti e le unicità, quelle che spesso non vengono raccontate e si ritrovano fin troppo lontane dai riflettori. Sorseggiando un buon Acqui DOCG Rosé, magari seduto su una panchina gigante.

Consorzio del Brachetto d’Acqui, un giro in Piemonte

L’occasione, si sa, fa l’uomo ladro e quando di mezzo c’è un bel bicchiere di vino il bottino appare ancora più pieno. Ho avuto il piacere di essere invitato dal Consorzio del Brachetto d’Acqui in quella zona del Piemonte che offre i natali proprio a questo vino. E che, nell’ultimo periodo, ha dato la luce ad un nuovo prodotto: Acqui DOCG Rosé.

Tra le colline patrimonio dell’Unesco

Il nostro tour è cominciato presso l’azienda agricola Cuvage, una delle più attive ed importanti della regione, dove abbiamo potuto assaporare tra le altre cose anche il mosto, di fatto l’antesignano del vino che poi beviamo sulle nostre tavole. Risultato? Uno zucchero, forse fin troppo dolce. Ma comunque gradevole. E che ci è servito come apripista per conoscere Gianpaola Baldi, che del Consorzio del Brachetto d’Acqui ne è di fatto l’anima; è stata lei che ci ha accompagnato verso le colline della zona, che oggi sono addirittura patrimonio dell’Unesco. Dove abbiamo visto distese di vigne, ci siamo infangati le scarpe in pieno stile vendemmia ma abbiamo anche scoperto una delle tante Grandi Panchine di Chris Bangle, ormai un’attrazione simbolo dell’Alta Langa: delle vere e proprie panchine giganti realizzate dal designer americano insieme alla moglie Catherine, cittadini di Clavesana dal 2009. E qui, ovviamente, non poteva non scattare il momento foto.

Presidente, ricercatrice e un bicchiere di rosè

Verso l’ora di pranzo ci siamo spostati a Villa Prato in località Mombaruzzo (ma quanto sono buoni gli amaretti qui?), dove abbiamo avuto il piacere di incontrare la dottoressa Federica Bonello ricercatrice del Centro studi per l’enologia, che ci ha portato alla scoperta degli aromi del Brachetto: occhi bendati e aromi da riconoscere solo al naso. Io ne ho azzeccati tre, ma non vi dico quanti erano in totale… Quando lo stomaco ha iniziato a brontolare, ci siamo seduti a tavola assieme a Paolo Ricagno, Presidente del Consorzio del Brachetto d’Acqui, ed il vicepresidente Elio Pescarmona. Di fronte a vitello tonnato e risotto, accompagnati da bottiglie di Acqui DOCG Rosé, abbiamo di fatto accolto sulla tavola il bunet, il quale è stato mangiato con il Brachetto d’Acqui DOCG come accompagnamento.

Il museo delle contadinerie

La giornata piemontese si è poi conclusa con un viaggio ed una visita all’azienda Bersano, dove abbiamo incontrato un enologo che ci ha accompagnato nel museo delle contadinerie: una serie di oggetti antichi, usati dai contadini nei secoli precedenti, messi in bella mostra per chiunque volesse fare un salto nel passato. Noi, a dire il vero, abbiamo respirato l’aria dei contadini di ieri immersi nei panorami di oggi; il tutto, ovviamente, accompagnato da un ottimo Acqui DOCG Rosé, una novità che non tarderà a fare breccia nel cuore di tutti gli amanti del vino.