codice a barre

Il codice a barre, elemento che ritroviamo al momento dell’acquisto in tutti i prodotti che utilizziamo quotidianamente, è stato inventato 65 anni fa.

Codice a barre: un’invenzione rivoluzionaria

Il codice a barre viene brevettato il 7 ottobre 1952 da Norman Joseph Woodland e Bernard Silver, due ingegneri americani. La loro creazione è davvero rivoluzionaria per l’epoca: i due, infatti, realizzano una serie di simboli grafici utilizzati per identificare in modo un prodotto in commercio. Il codice può essere letto solo attraverso uno specifico lettore laser.

L’idea era nata nei due studiosi, però, già qualche anno prima. A ricordare l’origine del barcode è il Guardian: i due americani erano in contatto con il direttore di un supermercato, che chiede loro di pensare a un sistema per marcare i prodotti e rendere più rapidi i pagamenti. In un primo momento, durante una giornata trascorsa in spiaggia, decidono di prendere ispirazione dal codice morse, formato da punti e linee.

Codice a barre: dove viene utilizzato

Una volta rilasciato il brevetto, il codice a barre può iniziare a essere diffuso in modo via via sempre più ampio. In un primo momento, però, erano in molti a essere diffidenti su questa particolare invenzione. In tanti non riescono infatti a capire come un semplice codice numerico, apparentemente senza senso, possa servire a velocizzare le code nei negozi e a facilitare gli acquisti.

Negli anni ’70 si prova comunque a verificare sul campo l’adattabilità del barcode. I primi esperimenti risalgono al 1972 in un supermercato di Cincinnati, ma il risultato è un mezzo flop. A scalfire i più riluttanti ci pensa proprio Woodland, che realizza i primi Upc, gli Universal product code. Il codice a barre diventa univoco e può essere associato a un unico prodotto.

La vendita del primo prodotto dotato di codice a barre risale invece 26 giugno 1974: si tratta di un pacchetto di chewing gum, acquistato in un negozio dell’Ohio.

A partire dagli anni ’80 il codice a barre si diffonde su larga scala e approda anche in Europa, Italia compresa.