Clemente Russo: voglio l’oro olimpico a Rio, poi basta con lo sport

Clemente Russo: voglio l’oro olimpico a Rio, poi basta con lo sport

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Clemente Russo, foto kifm.altervista.org
Clemente Russo, foto kifm.altervista.org

Il futuro di Clemente Russo è delineato, prima l’oro olimpico a Rio 2016 e poi tante, tantissime attività ma principalmente fuori dall’ambito sportivo. Il pugile napoletano si confessa apertamente, annuncia i suoi programmi sportivi e fa una bella panoramica sul movimento pugilistico italiano: “Il sogno sportivo che ancora mi manca è l’oro olimpico – ammette nell’intervista esclusiva con Time Magazinea Rio 2016 mi presenterò con questo obiettivo, è l’unico che mi manca. Per il resto ho vinto tutto”.

Il suo, d’altronde, è un palmarès di tutto rispetto: argento alle Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra, oro ai Mondiali di Chicago 2007 e Almaty 2013; e poi titoli europei a Cagliari nel 2005 e argento a Dublino 2007, senza dimenticare i due ori ai Giochi del Mediterraneo nel 2005 (ad Almeria) e 2009 (Pescara). Ma la testa di Clemente Russo, ora, viaggia già oltre Rio 2016: “Sicuramente da grande farò tante cose – le sue parole – ad avere giornate di 48 ore farei tutto, ma non è possibile. Mi vedo impegnato più in ambito extra sportivo che altro. Certo, continuerò a lavorare nella boxe, ma altri mondi mi cercano, mi amano, mi stimano. La televisione, il cinema, l’imprenditoria: mi piace fare tante cose, cercherò la migliore e la porterò a termine. Prima però c’è Rio: sarà la mia quarta olimpiade e per un pugile è record, vuol dire 16 anni di attività ad altissimi livelli, qualcosa di incredibile. Speriamo arrivi la medaglia dal metallo più pregiato”.

Lasciando il domani, l’oggi di Clemente Russo parla di un pugile che non è riuscito però a staccare in anticipo il pass per Rio 2016: nel match valido per l’accesso alla finalissima della prima fase Pre-Ranking APB disputato a Catania, il 32enne Tatanka si è dovuto arrendere difronte al gigante russo Alex Egorov: “Ritorno sul ring il 29 maggio – prosegue Clemente – se vinco avrò un altro match l’1 luglio e, in caso di nuovo successo, affronterò nella super finalissima proprio Egorov”.

Clemente Russo è uno dei testimonial per eccellenza della AIBA (International Boxing Association), organizzazione internazionale non-profit, che dal 1946 ha sostituito la Fédération Internationale de Boxe Amateur. Inserito all’interno di quella che viene denominata AIBA Pro Boxing, il nuovo e rivoluzionario stile di competizione di questa disciplina sta mettendo in seria difficoltà molti pugili: “E’ un bel progetto, come lo era cinque anni fa con la WBC – apostrofa Clemente Russo – se n’è parlato tanto male e poi ha funzionato molto bene. Anche per la AIBA Pro Boxing ci troviamo nella stessa situazione. Se ne sta parlando male, ma spero che l’anno prossimo se ne possa parlare bene perché quando partono progetti nuovi, se non prendono forma e non partono in sordina mi sembra sia una cosa abbastanza normale”.

La AIBA offre ai pugili di élite opportunità di carriera senza precedenti, senza che questi debbano rinunciare alla propria eleggibilità Olimpica ma combattendo ad altissimi livelli: “L’innovazione è proprio questa – prosegue Clemente – ma per noi pugili è molto più difficile. In regime di WBC, da dilettanti, gareggiavi sui 3 o 5 round, ora ne disputi 8 o 10 e cambia tutto. La preparazione, il ritmo, la quantità di colpi e la mobilità. E’ tutto molto nuovo”.

Il grande fermento di oggi della boxe sta portando giovamento a tutti il movimento: “Le palestre hanno registrato aumenti del 150% degli iscritti, stiamo andando alla grande. Se esiste un nuovo Clemente Russo? Ci sono tanti giovani di valore, penso soprattutto a Mangiacapre e Manfredonia. Ma ancora devono dimostrare tutto“.

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