Christopher Reeve: la morte di Superman

Christopher Reeve: la morte di Superman

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Non sempre il successo sul grande schermo corrisponde a quello nella vita di tutti i giorni e Christopher Reeve ne è drammatica prova. Nato a New York il 25 settembre 1952, mostra spiccate doti artistiche sin dall’età di 9 anni, quando recita in una versione amatoriale dell’operetta The Yeomen of the Guard. Entrato come apprendista al Williamstown Theatre Festival a soli 15 anni, aiutato da un aspetto e carattere più maturo della sua età, sono le audizioni per una parte nello spettacolo di Broadway A Matter of Gravity (1975) a portargli grande fortuna.

Katharine Hepburn non solo lo sceglie per la parte del nipote, ma riesce a inserirlo nella soap opera Love of Life, appuntamento imperdibile per il grande pubblico americano. Malgrado un difficile debutto (sviene nel corso della prima rappresentazione), riesce a riscattarsi e ottenere recensioni estremamente positive da parte della critica. L’ingresso nel dorato mondo di Hollywood avviene con una piccola parte nel 1978, come ufficiale sottomarino in Salvate il Gray Lady.

La fama ormai è lì ad attenderlo e a garantirgliela definitivamente è un’icona dei fumetti quale Superman (1978). In questa grande produzione con un cast d’eccezione, comprendente i miti dell’industria cinematografica Marlon Brando (come Jor-El) e Gene Hackman (Lex Luthor), viene considerato adatto pur disponendo di un fisico estremamente esile, merito di un’imponente altezza (193 cm) e di occhi blu pronti a fare breccia in milioni di cuori. Invece di indossare muscoli finti, il ragazzo prodigio segue due intensi mesi di allenamento con l’ex campione di sollevamento pesi britannico David Prowse.

Mentre Reeve conquista il BAFTA (British Academy of Film and Television Arts) come debuttante più promettente, il film realizza risultati incredibili al botteghino (più di 300 milioni di dollari) e diventa una saga. Nonostante l’incredibile riscontro nei panni dell’eroe in calzamaglia il successo non si conferma più dello stesso livello e nemmeno Street Smart (girato con Morgan Freeman) cattura l’attenzione mediatica, da cui il ritorno al piccolo schermo negli anni ’90 (la migliore produzione si rivela la serie Bump in the Night).

Come fatale scherzo del destino, Reeve recita la parte di un poliziotto paralizzato nello speciale Above Suspicion, prima di un terribile incidente che gli cambia la vita. Una caduta da cavallo lo conduce alla paralisi dal collo in giù e alla sedia a rotelle fino al resto dei suoi giorni. Incredibili sofferenze che cerca di combattere facendosi portavoce di cause nobili in favore dei disabili e fondando insieme alla moglie il Christopher and Dana Reeve Paralysis Resource Center, un ospedale dove viene insegnato ai paraplegici la massima autonomia possibile. Un splendido gesto di generosità che gli rende onore prima del triste giorno della sua morte (colpa di un infarto) datato 10 ottobre 2004.

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