“Oggi far ridere è veramente un’impresa, perché non c’è più il senso del ridicolo”

Esistono persone che con la loro simpatia e naturale carica, sanno con un solo sguardo o una semplice battuta regalare sorrisi a un intero popolo e Carlo Verdone è indubbiamente uno dei migliori esponenti dell’arte comica nazionalpopolare.

LE PRIME ESPERIENZE – Nato a Roma il 17 novembre 1950, sin da ragazzino mostra una spiccata predisposizione all’animazione, sia come burattinaio che alla prese con le imitazioni dei professori tra i banchi di scuola. Ad alimentare la sua passione nei confronti della cinematografia papà Mario, dirigente del Centro Sperimentale, dove consegue il diploma insieme al titolo di laurea in Lettere Moderne all’Università “La Sapienza”. Girati alcuni corti in tenera età, il talento dietro la macchina da presa ha occasione di sfoggiarlo in alcuni spot del popolare programma Carosello, esperienze a cui affiancano comiche interpretazioni del guitto in programmi innovativi come “Non stop”.

IL BOOM – A prenderlo sotto la sua ala il mito Sergio Leone, dal cui incontro scaturisce il primo lungometraggio “Un sacco bello” (1980), dove porta in scena vari personaggi, inclusi quelli già rappresentati in televisione. Il prodotto piace al grande pubblico e così arriva nell’immediato “Bianco, rosso e verdone”, dalle caratteristiche simili al precedente, tuttavia arricchito dalla divertente figura attempata di “Sora Lella”, portata in scena da Elena Fabrizi.

L’EVOLUZIONE – “In viaggio con papà” lo vede al fianco dell’icona Alberto Sordi, un esperimento ripetuto qualche anno più tardi in “Troppo forte”. Timido e inconcludente giovanotto in “Borotalco” e “Acqua e sapone”, la svolta verso opere più amare conduce ai brillanti “Compagni di scuola” e “Maledetto il giorno che ti ho incontrato” (1991). Trascorso un periodo interlocutorio, riscopre l’immenso affetto in “Viaggi di nozze”, considerabile un ritorno alle vecchie scenette. Arrivati al nuovo millennio, la trilogia di “Manuale d’amore”  (diretto da Giovanni Veronesi) e il premio Oscar “La grande bellezza” si rivelano ulteriori successi di una carriera straordinaria.