“La cosa migliore è sembrare naturali. Ma ci vuole un sacco di trucco per sembrare naturali”

Secondo la tradizione, l’Italia è il paese leader nella moda. Tutto il mondo conosce stilisti del calibro di Giorgio Armani, Roberto Cavalli e Miuccia Prada, sempre pronti a sfidare sul mercato internazionale artisti di assoluto livello come Calvin Klein.

UNA PREDISPOSIZIONE INNATA – Nato il 19 novembre 1942 a New York da ungheresi ebrei, apprende le basi della sartoria in via autonoma, prima di frequentare la Scuola d’Arte e di Design, nonché la Fashion Institute of Technology della Grande Mela. Il debutto vero e proprio arriva nel 1962, da praticante in varie boutique della metropoli, prologo alla creazione della sua compagnia (1968) dedicata alla produzione di cappotti femminili.

INCONTRI FORTUNATI – Complici i buoni rapporti che lo legano a Baron de Gunzburg, ma soprattutto al suo estro, riesce a ottenere notorietà in breve tempo, complice una linea di abbigliamento arricchita da capi sportivi, giacche classiche e lingerie. Soddisfazioni professionali abbinate a quelle nella vita privata, dato il matrimonio con la disegnatrice tessile Jayne Centre e la nascita della figlia Marci (futura grande produttrice televisiva per la serie “30 Rock” e “Saturday Night Live”).

LA RICCHEZZA – Premiato dalla critica con il prestigioso riconoscimento Coty (il più giovane a riceverlo) e ormai fatturati più di 100 milioni annuali, intorno alla metà degli anni ‘70 parte la rivoluzionaria pubblicità. Articolo emblema del cambiamento quei jeans poi tanto popolari, promossi da una campagna contraddistinta da un mix unico di sensualità e praticità, dove appare anche una quindicenne Brooke Shields.

LE POLEMICHE – Il marchio apre le porte al mercato dei profumi nel 1981 e il successo riscontrato induce a proporre dodici anni più avanti cK One, uno dei primi profumi unisex al mondo. A rendere popolarità all’innovativa offerta le operazioni di marketing, caratterizzate dal ruolo centrale di alcune adolescenti, capace di creare innumerevoli discussioni per la sua natura provocatoria. Se nell’ultimo decennio PVH ha compiuto la scalata finanziaria, nessun merito può essere sottratto a un’icona dello stile, abile a coniugare la semplicità minimalista alla tipica tradizione del lusso americano.