Ha fatto tappa a Orio al Serio, Bergamo, con un apprezzato stand al Centro Commerciale Oriocenter, la campagna promossa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, MIPAAF, per promuovere il consumo consapevole dell’Olio Extravergine d’Oliva, e che ha come claim “Olio Extra Vergine. La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna”.

Olio e consumatori, incontri d’eccezione

Per far “incontrare” l’extravergine d’Oliva ai consumatori italiani sono stati creati “punti di assaggio” a tema nei principali centri commerciali di Roma, Milano, Bergamo, Napoli, Benevento, Torino, Alessandria, Bari, Genova, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Venezia, Verona, Padova, Treviso e Palermo. Sui cartelloni presenti nello stand campeggiavano i tre testimonial della campagna, che punta, è evidente, sia ai vecchi che ai nuovi media (web e social): parliamo infatti degli chef Antonino Cannavacciuolo e Davide Oldani e della food blogger Chiara Maci, personaggi che sanno portare condivisioni e “mi piace” sulla rete.

Bergamo con lo chef Simone Castelli

Presente di persona allo stand bergamasco uno chef, Simone Castelli, che ha tenuto a spiegare ai presenti che tutti i prodotti usati per le degustazioni sono biologici e tracciabili, soprattutto, ovviamente, l’olio extravergine, che è stato proposto in mille modi. Tutto in queste Oasi dell’Olio, dagli assaggi al materiale in distribuzione, si collegava con lo scopo primario della campagna del Ministero: promuovere il consumo di olio extra vergine di oliva e sensibilizzare i consumatori sulla lettura dell’etichetta, indispensabile per conoscere le caratteristiche nutrizionali, la varietà, l’origine e la tracciabilità del prodotto.

Il progetto del MIPAAF

Un progetto che ha molta importanza per il MIPAAF, come ha spiegato lo stesso Ministro Maurizio Martina: “Quando parliamo di olio parliamo di uno dei simboli del Made in Italy agroalimentare nel mondo, che racchiude in sé il profondo legame tra cultura, tradizione e territorio del nostro Paese. Si tratta di un comparto che vale 3 miliardi di euro e rappresenta il 3% del fatturato totale dell’industria agroalimentare italiana. Un settore che, considerata l’altissima qualità dei nostri prodotti, dobbiamo sostenere per migliorare anche la produttività dal punto di vista quantitativo. Abbiamo gettato le basi di questo rilancio con l’approvazione del piano olivicolo nazionale e proseguiamo con azioni mirate e controlli capillari per continuare a garantire ai consumatori eccellenza, sicurezza e tracciabilità”.

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