Bebe Vio
Bebe Vio

Riflettori puntati su Bebe Vio nell’ultimo giorno di “Tempo di libri“. La schermitrice paralimpica è stata la regina del lunedì che ha chiuso la fiera internazionale dell’editoria, svoltasi a Milano. Javier Zanetti, Antonia Klugmann, Silvio Muccino, Michelle Hunziker e Francesco Gabbani: tanti gli ospiti di un’intensa settimana. La ventunenne veneta però ha catalizzato l’attenzione di tutti, soprattutto dei ragazzi delle scuole.

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L’incontro a “Tempo di Libri”

Bebe Vio ha regalato emozioni nell’ora abbondante passata a parlare di sè, in compagnia di Giovanni Bruno. Senza freni e senza censure, come sempre le accade. I quasi quattrocento ragazzi in sala non si sono persi una parola della loro amatissima beniamina, di poco più grande di loro ma già con una vita tutta da raccontare alle spalle. Non fa quindi effetto che “Se sembra impossibile allora si può fare” sia il suo secondo libro.

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L’intervista a Bebe Vio

Prima di accontentare tutti con selfie e autografi, Bebe Vio ha parlato anche ai microfoni di TimeMagazine. Ovviamente spaziando tra gli argomenti più disparati. “Non so se io possa dare messaggi ai giovani. Cerco solo di raccontare quello che ho fatto. Credo che ognuno nella vita debba trovare il suo scopo. Quando cerchi di raggiungere un obiettivo è tutto più facile”. Che fa sempre riflettere se a dirlo è una ragazza che a 11 anni si è vista amputare braccia e gambe.

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Tra Jovanotti e Donald Trump

La meningite che ha cambiato la sua vita non le ha tolto il sorriso e la voglia di vivere. Bebe Vio per esempio domenica sera è stata al concerto di Jovanotti. “Siamo molto amici, è una persona fantastica. Sul palco è esattamente come fuori”. La politica le interessa decisamente meno: “Non ci trovo nulla di divertente. Preferisco leggere la Gazzetta dello Sport”. A livello internazionale sembra però avere le idee più chiare, dopo il famoso selfie con Obama. “Dubito che lo rifarò con Donald Trump. Visto come la pensa su donne e disabili penso che io ora non possa neanche entrare alla Casa Bianca. Credo comunque che chiunque sia in grado di cambiare e migliorare. Potrei provare a parlargli…”.