Barbara post
Barbara Post

Barbara Post, soprano lirico spinto americano, si è confessata in una lunga intervista a TimeMagazine.it, dove ha parlato del suo amore per l’Italia e la musica.

Quando hai scoperto il tuo amore per la musica?
Sorride.. Prima di parlare. Mamma cantava, papà suonava il pianoforte quindi posso dire di essere cresciuta con la musica. Già a 2 anni volevo fare la cantante, a 4 anni la mia maestra d’asilo manda a chiamare i miei genitori per dirgli che invece di giocare con gli altri bambini cantavo davanti ad un pubblico inesistente mentre a 5 ho avuto la mia prima parte da solista a scuola.

Hai mai fatto corsi di canto?
Fin da piccola ho fatto corsi di violoncello, flauto, flauto traverso e pianoforte ma comincio a studiare canto a 13 anni per sviluppare la voce.

Come hai mosso i primi passi nel mondo del canto?
Ho cominciato cantando pop music e musical quando un giorno qualcuno mi dice che ho una voce adatta alla lirica anche se a me proprio non interessava.
L’ultimo anno di scuola superiore ho la possibilità di cantare un’opera di Vivaldi accompagnata dall’orchestra del conservatorio, la prova va alla grande e il conservatorio mi sceglie come solista per quest’opera.

Quando nasce il tuo amore per la lirica?
Mi iscrivo al college e vorrei fare musica ma papà me lo impedisce, secondo lui la vita da musicista era troppo difficile. Dopo il primo anno di college arriva la possibilità di fare un corso per tecnica vocale quindi mi iscrivo immediatamente e chi mi trovo? Il maestro del conservatorio con il quale avevo debuttato all’ultimo anno di liceo! David Glismann! Comincio il corso portando un pezzo pop accompagnato al pianoforte che suono personalmente.. a un certo punto il maestro mi ferma e mi dice che devo fare musica classica! Nooo!!! Ancora!!! Non mi piace la lirica! Riusciamo a raggiungere un accordo, potrò cantare nei musical ma solamente per le parti più difficili ma dopo qualche settimana aiuto… torna all’attacco dandomi un pezzo di lirica “Il est doux, il est bon” di Massenet! Devo accettare per forza altrimenti esco dal corso! Credo che il mio amore per la lirica sia nato proprio a questo punto della mia vita, ormai era diventata una sfida, gli altri generi musicali erano troppo facili per la mia voce.

Hai più avuto notizie del maestro Glismann?
Dopo quegli anni ci siamo persi di vista ma di tanto in tanto ci tenevamo in contatto.
Mi ricordo di averlo chiamato quando ho ottenuto la prima parte da protagonista in Italia con “Il trovatore” dove ho debuttato al Castello Sforzesco di Milano, volevo ringraziarlo e ricordo che mi disse di avere intuito subito il mio talento ed era felice che si fosse dimostrato anche più grande di quel che ricordava.
Purtroppo ho saputo che è scomparso recentemente, è stato un grande maestro di vita.

Quando è iniziata costantemente la tua attività musicale?
Dopo il 9 novembre 2001 tra Los Angeles e San Diego ho conosciuto molte persone famose perché abitavo vicino agli Studios e spesso si cercavano persone per il coro. Ho partecipato al “People Choice Awards” cantando con molti artisti famosi​​. A New York poi ho avuto il grande onore di poter cantare per i Clinton tenendo Hillary e Bill per mano.

Il tuo arrivo in Italia data 2004
La prima esperienza musicale è stata “Il trovatore” nel 2005 per poi interpretare anche la “Tosca” al Castello Sforzesco di Milano e al teatro di Monza. Ho grandi ricordi legati a “Il Trovatore” ma Tosca è la parte dei miei sogni.

Se potessi decidere di cantare qualcosa che ancora non hai interpretato cosa sceglieresti?
“Vier Lätze Lieder” di Richard Strauss, sono 4 canzoni sulla vita.

Cosa pensi del movimento musicale italiano?
C’è poca organizzazione e si cresce più per conoscenze che per talento. Però la cultura italiana è unica nel mondo.

Cosa ti senti di dire ai giovani che vogliono iniziare una carriera nel mondo della musica?
Di farlo solo se devono con tanto cuore e anima. Perché la musica la devi sentire e vivere.

Hai dei rimpianti?
No anche se nei primi anni pensavo sempre di non essere mai pronta. La sicurezza nei miei mezzi l’ho raggiunta solo dopo i 30 anni.

E oggi?
Canto meglio di 20 anni fa, l’esperienza accumulata mi ha reso musicalmente più ricca, matura e mi ha condotto verso delle performances più emozionali.

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