Sintesi perfetta fra ingegneria e architettura, l’acciaio, la lega più utilizzata al mondo, con la maggiore diffusione industriale fra chimica, fisica, azienda edile e manifatturiera, e molto altro, rappresenta costruzioni che si traducono in investimenti, molto spesso altamente vantaggiosi anche nel corso degli anni. 

Acciaio, duttile e malleabile

Non a caso, perché le caratteristiche di elasticità, duttilità e malleabilità, unitamente a realizzazioni architettoniche e strutturali, si completano vicendevolmente mediante l’esaltazione di ogni idea, di ogni progetto. La lavorazione delle lamiere in acciaio, infatti, è molto diffusa anche perché il materiale si adatta benissimo anche con altre leghe e con altri materiali, per esempio con il vetro, di cui sfrutta le prestazioni, come nel risultato di suggestive trasparenze legate all’illuminazione naturale, proprio attraverso questi elementi.

Acciaio e suo utilizzo in architettura

L’impiego dell’acciaio in architettura consente di mettere a punto modelli quasi impensabili, non solo perché superano il limite strutturale consentito dagli altri materiali, ma anche perché introducono nuovi parametri estetici, aprendo diverse prospettive. Non a caso, si può dire senza dubbio che, a partire dall’evoluzione degli ultimi due secoli del linguaggio architettonico, questa importante lega ha avuto un ruolo fondamentale.

Tutto partì da Eugène Viollet-le-Duc

Il primo divulgatore della rifondazione moderna dell’architettura europea fu il francese Eugène Viollet-le-Duc che, nella seconda metà dell’800, forte della sua esperienza di restauratore di monumenti medievali, propose una rivisitazione delle finalità dell’architettura, basandosi su considerazioni inerenti l’arte classica. I suoi approfondimenti trovarono riscontro in proposte progettuali in cui i materiali avevano un preciso ruolo: se l’acciaio era adatto alle strutture portanti, come travi o pilastri, i materiali tradizionalmente edilizi, come laterizio o pietra, potevano svolgere il loro compito nei solai o nei muri di tamponamento. Il suo messaggio favorì la nascita, in tutta Europa, delle correnti più innovative dell’architettura moderna, che presero vari nomi a seconda del Paese, dall’Art Nouveau in Francia, al Liberty in Inghilterra e al Floreale in Italia.

Arte immutabile nel tempo

Tornando ai nostri giorni, oltre a sottolineare che l’acciaio è espressione di un’arte immutabile nel tempo, forse come nessun altro materiale, sappiamo di poterlo trovare sotto varie forme: inossidabile, forse quello più vicino al nostro quotidiano, ma anche zincato, verniciato e patinabile, sempre mantenendo inalterate le sue caratteristiche di flessibilità, e senza richiedere manutenzione né alcun trattamento protettivo.

Un protagonista indiscusso

Pur quando la sua presenza e la relativa forza di sostentamento è limitata allo scheletro e all’armatura del calcestruzzo, l’acciaio è comunque il protagonista, in grado di resistere a diverse sollecitazioni. Con il perfezionamento dei sistemi, si è consentito alle possibilità espressive di questo materiale di diventare molteplici, quasi illimitate. A volte non risultano immediatamente visibili, poiché viene impegnato, appunto, nello scheletro sottile “nascosto” all’interno di una pannellatura dalle notevoli prestazioni isolanti, Analizzando l’opera, però, si avverte quella particolare leggerezza delle membrature, capace di conferire allo spazio una qualità preziosa e inconfondibile. Una delle più grandi potenzialità dell’acciaio è anche la capacità di concepire spazi interni molto vasti senza strutture intermedie di sostegno. Infatti, l’assenza di pilastri e i profili più sottili, consentono di sfruttare totalmente l’area coperta, vantaggio pressoché impossibile con materiali tradizionali. 

Estetica, sicurezza e convenienza

Estetica, sicurezza e convenienza: queste le peculiarità di un materiale unico, sempre più utilizzato in architettura anche grazie a sofisticate tecnologie, per esprimere ampie funzionalità al servizio dell’abitare, come la realizzazione di facciate in grado di lasciar intravvedere la luce, oppure i flussi d’aria che passano nelle intercapedini, capaci di migliorare il comfort microclimatico, e in grado di ridurre, di conseguenza, i consumi di riscaldamento, elettricità e condizionamento d’aria.