La Storia si è sempre contraddistinta per le divisioni in due poli estremi. Guerre di secessione, lotte fra i partiti e quant’altro ci aiutano a ricordarlo ogni giorno, anche se nessun evento ha saputo segnare la storia contemporanea come la guerra fredda, simbolicamente posta fine con la caduta del Muro di Berlino.

IL PROLOGO – Reduce da una Seconda Guerra Mondiale fallimentare sotto il governo nazista, la Germania vive da assoluta protagonista il forte contrasto fra Russia e Stati Uniti d’America e la spaccatura conduce nel 1952 alla chiusura del confine di Berlino fra l’Est e l’Ovest. Una decisione che incoraggia milioni di tedeschi ad attraversare le barricate e trasferirsi in occidente.

LARGO ALLE RESTRIZIONI – L’esodo, favorito dalle migliori condizioni di vita offerte (anche grazie agli aiuti statunitensi) dalla repubblica federale rispetto a una democratica sempre più chiusa in sé stessa anche nel settore economico, è così imponente che Walter Ulbricht, capo di Stato della DDR, decide per un’azione radicale. Malgrado le iniziali smentite nel corso di una conferenza stampa internazionale, a partire dal 13 agosto 1961 la divisione della città inizia a diventare realtà, fatta di blocchi di cemento anti-carroarmato, filo spinato e barricate. Formalmente l’obiettivo dichiarato è di difendere la zona dai fascisti, ma si capisce immediatamente che il reale scopo è di contrastare una fuga di massa, soprattutto di professionisti e lavoratori qualificati, sempre meno presenti.

LA FINE DI UN’ERA – Un regime comunista che da quel momento inizia ad approfittare sempre più del proprio potere, in un autentico regime di tirannia marchiato indelebilmente da vita sottratte. I poliziotti non hanno infatti scrupoli nell’uccidere coloro che tentano di scavalcare la recinzione, giunta ormai a ben 155 chilometri, autori di ingegnose trovate per eludere la loro sorveglianza. Scavi lungo le gallerie, viaggi in mongolfiera o su aerei ultraleggeri sono solo alcuni degli espedienti, in una rincorsa continua verso la libertà e il 9 novembre 1989 Günther Schabowski proclama l’apertura dei posti di blocco. Notizia che fa impazzire di gioia i berlinesi dell’est che percorrono numerosi i checkpoint, senza alcun controllo di identità, per una riunificazione ufficiale che arriverà il 3 ottobre 1990.

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