5 dicembre 2013: in ricordo di Nelson Mandela

5 dicembre 2013: in ricordo di Nelson Mandela

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“Sapevo che l’oppressore era schiavo quanto l’oppresso, perché chi priva gli altri della libertà è prigioniero dell’odio, è chiuso dietro le sbarre del pregiudizio e della ristrettezza mentale. L’oppressore e l’oppresso sono entrambi derubati della loro umanità”

Genitori, insegnanti, media cercano di trasmetterci sin da piccoli la coscienza morale, ciò che si rischia spesso di fallire consiste nel tradurre queste ‘lezioni’ in azioni quotidiane, spesso a causa della mancanza di una propria filosofia, a cui tenere fede indipendentemente dai momenti bui che la vita ci propone. Possiamo credere che la corruzione rappresenti la strada più indicata, ma quando si legge la storia di Nelson Mandela improvvisamente ci si rende conto quanto credere fermamente negli ideali costituisca l’unica via per realizzare sé stessi.

CARATTERE RIBELLE – Nato il 18 luglio 1918 da un capo della tribù Thembu (l’aristocrazia secondo le caste tribali africane), inizia a lottare, ventitreenne, contro gli usi sociali, pronto a scappare insieme al cugino per astenersi da un matrimonio combinato. Partito alla volta di Johannesburg non abbandona gli studi e consegue la laurea in giurisprudenza.

COMBATTENTE NATO – L’intessere nei confronti della politica sboccia praticamente subito, contrario, alla guida di apposite campagne, all’Apartheid, ossia la sottomissione, pure giuridica, dei neri rispetto ai bianchi. A segnarlo indelebilmente “il massacro di Shaperville”, nel quale il regime elimina volontariamente 69 componenti dell’African National Congress, a cui lui stesso appartiene. Messa al bando l’intera associazione, riesce comunque a fuggire, prima di fondare una frangia decisa a rovesciare il sistema anche con l’uso delle armi, prima dell’arresto nel 1963 con conseguente ergastolo.

L’ADDIO AL CARCERE – Il periodo dietro alle sbarre è assai difficoltoso, ma la sua levatura aumenta continuamente di fronte all’opinione pubblica così che, una volta rifiutata la scarcerazione in cambio di fine alla guerriglia (ritenuto un tentativo di renderlo personaggio incline alla violenza), il 1990 lo vede finalmente uscire, quando sono trascorsi 27 anni. Eletto presidente dell’ANC, tre anni più tardi riceve il premio Nobel per la pace, mentre in quello successivo (durante le prime elezioni libere del paese) diventa Presidente della Repubblica del Sudafrica e capo del governo, posizione mantenuta fino al 1998.

LA FINE – Sposatosi in tre occasioni, nel giugno 2004 si ritira dagli impegni sociali così da trascorrere assieme alla famiglia il resto della vita, conclusa il 5 dicembre 2013 all’età di 95 anni, anche se le sue gesta verranno sempre ricordate.

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