Senza la libertà di stampa verrebbe meno un principio della società democratica. Un diritto che esiste dal 4 agosto 1735, con la storica assoluzione dell’editore John Peter Zenger.

FREE PRESS

A New York una giuria di dodici uomini decise di assolverlo dall’ accusa di aver pubblicato “seditious libels”. Scritti sediziosi e diffamanti contro il potente “governatore” William Cosby. Quella sentenza creò un precedente destinato a cambiare l’ influenza dei giornali. Nacque la “Free Press”: la stampa libera. Zenger aveva capito che infuocati editoriali di denuncia e pezzetti satirici sarebbero stati la sua fortuna. Il vero nemico di Cosby era in James Alexander, vera mente dietro a quei pezzi. Il gioco delle parti volle che Alexander – quando Zenger venne accusato e imprigionato – diventasse uno dei due suoi avvocati difensori. Messa in dubbio la legalità della Corte, due magistrati scelti dal governatore Cosby, venne rimosso dall’incarico. Fautore della liberazione l’altro difensore Andrew Hamilton, brillante architetto (“padre” dell’Independence Hall) ed eccezionale oratore. La sua arringa fece sì che la stampa conquistasse il diritto di criticare anche i più potenti.

LOTTA AL POTERE

L’inizio della diatriba avvenne il 7 agosto 1731, quando William Colby arrivò a Manhattan in qualità di Governor della “provincia di New York“. Reputazione da “duro”, nel giro di un anno dal suo arrivo si era già inimicato buona parte dei politici locali. Grave errore inimicarsi Rip Van Dam, 71 anni, rispettato senior member del Consiglio provinciale di New York. Cosby pretese che Van Dam gli donasse metà del salario percepito quando per un anno, come membro anziano, era stato il governatore-reggente in attesa della nomina di Cosby. Van Dam si disse d’ accordo purché Cosby gli versasse la metà degli introiti guadagnati nello stesso periodo.

PREVISIONI ERRATE

Nell’ agosto 1732 Cosby rispose con una denuncia al tribunale. Sapendo che qualsiasi giuria popolare gli avrebbe dato torto stabilì che la causa doveva essere decisa dalla Corte Suprema provinciale, in veste di Court of Exchequer, cioè senza giurati. Van Dam rifiutò di presentarsi e i suoi legali chiesero che venisse dichiarata illegale la richiesta del governatore. La decisione spettava ai tre giudici della Corte Suprema e Cosby era convinto di un voto a suo favore all’unanimità. Con sua grande sorpresa, il Chief Justice Lewis Morris, votò contro. Cosby gli chiese una motivazione scritta, che arrivò, ma sotto forma di un pamphlet stampato da John Peter Zenger. Cosby infuriato licenziò in tronco il Chief of Justice rimpiazzandolo con un giudice di provata fede “realista”, James Delancey.

VERDETTO CHOC

Alexander capì che era necessario creare un altro giornale. Il 5 novembre 1733 il New York Weekly Journal vide la luce. Dopo un paio di mesi dal primo numero Cosby, stufo degli attacchi subiti, decise di controbattere. Il 17 novembre 1734 l’editore Zenger venne condotto in prigione per diffamazione e vi rimase otto mesi, sempre rifiutandosi di denunciare il suo editorialista. Il processo ebbe inizio nella principale aula della New York’ s City Hall. Decisiva la mossa di Hamilton, che spiegò come la legge non proibisse le giuste critiche di uomini che stanno soffrendo sotto una cattiva amministrazione e che la “diffamazione” secondo la legge inglese non poteva essere applicata a New York. Fu un successo a sorpresa, con l’assoluzione. In una giornata vennero così stabiliti la libertà di stampa e l’indipendenza dei giurati.

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