25 novembre 1985: la fine di Elsa Morante

25 novembre 1985: la fine di Elsa Morante

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“Il lavoro non è per gli uomini, è per i ciucciarielli. Anche una fatica, magari, può dar gusto qualche volta, purché non sia un lavoro”

Quando si ha occasione di citare le forme espressive dell’arte spesso ci si dimentica la scrittura. Un grave errore. Maestre del calibro di Elsa Morante rischierebbero infatti di essere accostate a mediocri scribi o, peggio, passare nel dimenticatoio.

PAROLE E AMORE – Nata a Roma sil 18 agosto 1912, figlia di una maestra e un impiegato, cresce in un contesto familiare dalle singolari caratteristiche, come in seguito narra il fratello Marcello. Iniziati a pubblicare vari racconti e poesie, durante il biennio 1941-1942 avviene l’esordio nel mondo dei libri con “Il gioco segreto” e “Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina”, periodo dove peraltro convola a nozze assieme ad Alberto Moravia.

IL LANCIO – La giovane coppia, a conflitto bellico ormai avviato, decide di lasciare Roma, ormai territorio dei nazisti, alla volta di Fondi, una piccola comunità in provincia di Latina. L’impegno da scrittrice non si interrompe mai e il primo romanzo “Menzogna e sortilegio” riscuote parecchie apprezzamenti, apripista al “Premio Viareggio” e all’uscita della versione tradotta negli Stati Uniti. La conferma giunge col Premio Strega “L’isola di Arturo” (1957), fonte di ispirazione per il film omonimo diretto da Damiano Damiani.

TEMI DIFFICILI – Presentato il saggio impegnato “Pro o contro la bomba atomica”, la sua vita, già segnata dal suicidio del padre, si dimostra poco serena, segnata dalla separazione da Moravia e dalle morte del compagno Bill Morrow, caduto da un grattacielo. Episodio che la convince a rallentare le produzioni. periodo utile tuttavia ad alimentare la sua vena creativa e “La Storia”, volume uscito nel 1974 e ambientato durante la seconda guerra mondiale, costituisce il punto esclamativo di un’intera carriera e manifesto alla sua fama internazionale.

L’ADDIO – “Aracoeli” è la sua ultima narrativa (1982), impreziosita dal riconoscimento francese “Prix Médicis”, ma, riportata una frattura al femore, scopre di essere afflitta da gravi problemi di salute. Tentato il suicidio, salvata dalla governante, muore settantatreenne il 25 novembre 1985 per un infarto.

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