24 novembre 1991: la musica perde Freddie Mercury

24 novembre 1991: la musica perde Freddie Mercury

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Freddie Mercury

“L’eccesso è una parte di me. La monotonia è un male. Ho davvero bisogno di pericolo ed eccitazione”

Il rock ‘n roll. Una passione travolgente per molti, un mistero irrisolto per altri. Difficile spiegare cosa porta milioni di appassionati a osannare, senza voler dire idolatrare, le star preferite, ma pochi frontman hanno saputo catturare così tanta attenzione allo stesso livello di Freddie Mercury.

SPORT E MUSICA – Nato il 5 settembre 1946 sull’isola di Zanzibar, Frederick Bulsara, figlio di genitori di origine persiana, inizia a frequentare il St. Peter, collegio poco fuori dalla città indiana di Bombay. Già all’istituto è tangibile il notevole estro artistico, accompagnato tuttavia da un’eccellente predisposizione verso le discipline sportive, pugilato e ping-pong su tutte. Musicalmente, segue lezioni di pianoforte, strumento davanti al quale si mette all’opera da componente dei “The Hectics”, gruppo formato insieme ad alcuni amici che si esibisce durante feste o eventi scolastici.

DESTINAZIONE UK – Rientrato nella sua amata isola, è costretto a partire, diciottenne, alla volta dell’Inghilterra, preoccupato, assieme alla famiglia, della rivoluzione nel Paese. Studiato arte e design, si improvvisa imprenditore (apre una linea di abbigliamento) e collaboratore di alcuni periodici,mentre sviluppa il talento di vocalist sino all’incontro, dopo le scarse reazioni ottenute in complessi quali “Sour Milk Sea” e “Wreckage”, con Brian May e Roger Taylor. Il trio forma i “Queen”, a cui si aggrega, nei panni di batterista, John Deacon. Freddie, non solo si crea un nome d’arte (in omaggio a Mercurio, mitologico messaggero degli dei), ma compone intorno alla fine degli anni 70 pezzi irresistibili. Le sonorità di “Somebody to Love”, “We Are the Champions” e “Crazy Little Thing Called Love” forniscono prova che quei quattro ragazzacci (celebri in precedenza per “Bohemian Rhapsody”) non sono affatto delle meteore, ma futuri miti.

VOGLIA DI CAMBIARE – Si potrebbe credere che gli ’80 siano continuati sulla stessa lunghezza d’onda con cui si era concluso il decennio passato. Nulla di più sbagliato. Se la rinnovata immagine “Castro clone”, moda lanciata dall’emisfero omosessuale (categoria alla quale ha già reso noto di appartenere), scontenta più di qualche fan, la tormentata vita notturna a Monaco lo rovina. Vari i tiri e molla coi membri della band, tentato dalla carriera solista (mai altrettanto produttiva), anche se, insieme, mettono in scena 20 minuti esaltanti nel concerto umanitario Live Aid (1985). L’alchimia del quartetto sul palco è innegabile e, malgrado abbia vita breve, solo davanti ai ‘vecchi’ compari sul palco i fan riescono a immaginarlo. Il 24 novembre 1991 la tragica scomparsa, afflitto da una broncopolmonite, ma soprattutto uscito sconfitto nella battaglia contro l’AIDS, una malattia che lo tormenta da anni, resa nota appena due giorni prima dell’addio a una vita tanto benevola.

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