Merkel

“Credo di essere coraggiosa nei momenti decisivi, ma ho bisogno di tempi lunghi e cerco quanto più possibile di riflettere prima di agire”

Può stare più o meno simpatica, ma la Germania possiede storicamente un notevole peso sui destini del mondo e la concretezza della Merkel ne simboleggia ancora una stabilità senza pari.

SANGUE DELL’EST – Nata ad Amburgo il 17 luglio 1954, Angela Dorothea Kasner (Merkel dal cognome del primo marito) cambia poco dopo residenza. Portata prima dalla famiglia a Quitzow si reca dunque a Templin, città dislocata nella regione di Uckermark e appartenente allo stato federato del Brandeburgo, territorio della Repubblica Popolare Socialista. A deciderne i trasferimenti il padre Horst, reduce dal primo incarico come pastore luterano una volta terminati gli studi di teologia ad Amburgo.

LA FORMAZIONE – Sin da piccola si avvicina alla politica, dato l’interesse coltivato dalla figura paterna, e vi si impegna nel ruolo di membro del movimento giovanile Libera Gioventù Tedesca e nel proseguo da amministratore delegato del distretto e segretario nel Dipartimento per l’agitazione e la propaganda (chiamato Agitprop). Iscrittasi alla facoltà di Fisica, Università di Lipsia, continua il cammino accademico di brillante studentessa all’Istituto Centrale per la Chimica fisica a Berlino-Adlershof e, conseguito il dottorato, non interrompe comunque l’impegno di ricercatrice.

LA SCALATA – Lasciate intuire le doti di leadership all’interno della SED (organizzazione comunista), una volta abbattuto il muro di Berlino sceglie di partecipare al nuovo partito “Risveglio Democratico”. L’ascesa ai piani alti è  incessante, prima addetta alle relazioni pubbliche dell’ultimo governo RDT agli ordini di Lothar de Maizière, poi deputata del Bundestag. Ministro per le Donne e i Giovani, tratta successivamente l’Ambiente e la Sicurezza dei Reattori, un incarico dove palesa ancor più la determinazione alla guida, che tuttavia non ne oscura la razionalità con cui gestisce le difficoltà incontrate.

LA NOMINA AL GOVERNO – Favorita dallo scandalo finanziario scoppiato al CDU (Unione Cristiano-Democratica), e l’addio di Kohl al vertice, riesce a imporsi primo rappresentante del gruppo, preambolo alla nomina di cancelliere giunta il 22 novembre 2005. Un traguardo storico, da prima donna a guadagnare tale riconoscimento. Inizio di una nuova era per l’impero teutonico che continua ancor oggi grazie alla duplice conferma del mandato, favorita dal ruolo da protagonista del Paese nell’Eurozona.