Come sarebbe la società odierna senza l’automobile? Difficile pensarlo tanto questa utile risorsa è entrata prepotentemente nella vita quotidiana, eppure la nascita risale ad ‘appena’ 130 anni fa.

SVOLTA EPOCALE – Tappa fondamentale il 29 gennaio 1886 quando Karl Benz riceveva il brevetto per il suo triciclo con motore a scoppio chiamato “Patent Motorwagen”. L’intento della ricerche era chiaro: costruire un mezzo dedicato al trasporto delle persone che non richiedesse la trazione animale. Un progetto allora avveniristico, ma comunque già tentato attraverso vie alternative.

IDEA RIVOLUZIONARIA – Costruttori, o meglio inventori, avevano infatti già intuito il periodo pioneristico della locomozione umana e avevano costruito veicoli a motore. Un esempio risaliva alla ditta francese De Dion-Bouton, ma presentava problemi la massa eccessiva, correlata all’alimentazione a vapore, mentre quella a combustione interna di Benz rappresentava un significativo progresso. Alla base dei lavori il fermo proposito di realizzare un veicolo leggero e maneggevole, da cui derivava il progetto con quattro ruote, anche se l’asse anteriore, incapace di garantire un angolo di sterzata soddisfacente, creava non pochi problemi. La soluzione, semplice e geniale, prevedeva l’adozione di una sola ruota sull’avantreno.

ESORDIO BEN ACCOLTO – “Cuore pulsante” il motore a scoppio prodotto da Nikolaus Otto e il brevetto n. 37435 costituiva una svolta fondamentale che lascia i suoi effetti sino ai giorni nostri. L’apposito ufficio dell’Impero Germanico, nome utilizzato a quei tempi, riteneva meritevole l’iniziativa dato che in un colpo solo venivano impiegate sul mezzo un carburatore, il raffreddamento ad acqua, l’accensione elettrica, un sistema di sterzatura e il telaio tubolare. Nasceva così la prima auto nella storia dei trasporti in un processo che ha man mano portato a un’industria incredibilmente attiva, composta di modelli sempre più comodi e funzionali.

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