28 novembre 1925: nasce Umberto Veronesi

28 novembre 1925: nasce Umberto Veronesi

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Umberto Veronesi

“La scelta vegetariana è etica, è un segno di evoluzione, di elevazione del pensiero, e non rimanda a un passato che conosciamo in parte e che non può certo giustificare il nostro oggi”

All’epoca attuale, purtroppo, esistono moltissime malattie che affliggono la popolazione . Difficile rialzarsi e trovare metodi di cura, soprattutto se il nemico da affrontare è una carogna come il cancro. Fortunatamente però si sono compiuti grandi progressi nella battaglia, anche grazie al contributo di Umberto Veronesi.

UNA MENTE BRILLANTE – Nato a Milano il 28 novembre 1925, da una famiglia di origine contadina, sceglie di frequentare la facoltà di medicina all’università. Laureatosi nel 1950, subito dopo il conseguimento del prezioso titolo diventa componente dell’Istituto tumori. Il capoluogo lombardo rimane la città dove pratica maggiormente, pure da direttore del centro europeo di oncologia.

IL CONTRIBUTO SCIENTIFICO – All’estero ha comunque occasione di far valere le proprie capacità al servizio altrui, ospite in terra francese e inglese, nonché primo presidente italiano dell’Unione internazionale di oncologia e fondatore della Scuola europea (Eso). Una branca in cui si specializza riguarda i tumori al seno, promotore della quadrantectomia, tecnica innovativa grazie alla quale è possibile evitare l’asportazione totale della mammella. Messaggio che cerca di veicolare presso l’opinione pubblica è l’importanza della prevenzione, resa possibile da uno stile di vita sano (si dimostra in più circostanze feroce oppositore al fumo) e un’alimentazione corretta.

LOTTA AL SISTEMA – La politica si dimostra anch’essa interessata alle sue competenze e, mentre nel 1993 Raffaele Costa lo invita a prestare collaborazione all’interno della Commissione nazionale incaricata di pianificare un piano nazionale contro il cancro, due anni dopo rientra fra i dodici firmatari dell’appello per la legislazione delle droghe leggere. A far propendere verso tale scelta la convinzione secondo cui “una legge che legalizzasse l’uso dei derivati della canapa indiana comporterebbe la creazione di un efficace contesto giuridico di controlli e autorizzazioni”.

I TRIBUTI – A capo della commissione di esperti incaricata di valutare la terapia Di Bella, riceve la nomina di Ministro della Sanità nel 2000 per il governo Amato e vanta attualmente tredici lauree honoris causa, perseguite in tutto il mondo, in Medicina, Biotecnologie Mediche, Fisica, Scienza Agrarie e Scienze Pedagogiche.

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