Ogni storia, bella o brutta, vive di inizi. Lo stesso cinema, manifesto evolutivo dell’età contemporanea, risale a un’intuizione vecchia 120 anni, mai così in grado di segnare le future generazioni.

LUNGA GESTAZIONE – Gli ideatori quei fratelli, Auguste e Louis Lumière, nati la seconda metà dell’Ottocento a Besançon (Francia), figli dell’imprenditore e fotografo Antoine, per cui lavorano. Louis, in particolare, sperimenta miglioramenti sul processo fotografico, inclusa la lastra secca, tappa essenziale verso le successive novità.

IL PRIMO LAVORO – Andato il padre in pensione, l’affiatato duo si mette all’opera per realizzare la pellicola cinematografica. Vari i metodi adottati, compreso il “foro di trascinamento”, mezzo necessario a farla passare tramite la camera e il proiettore, strumenti che confluiscono nel brevettato cinematografo. Il suo esordio risale al film “L’uscita dalle officine Lumière”, girato alla velocità di sedici fotogrammi al secondo, rimasto standard mondiale fino agli Anni Venti e conseguente introduzione del sonoro.

SCARSA ACCOGLIENZA – L’opera debutta in pubblico il 28 dicembre 1895 al Grand Café di Parigi sul Boulevard des Capucines. Coraggio inizialmente poco riconosciuto, considerati i soli 35 paganti, attratti perlopiù dalla promessa di assistere a immagini in movimento, come indicato sul manifesto. Protagonisti su schermo operai, prevalentemente donne, in uscita da un edificio, secondo lo stile Belle Époque, come se avessero appena terminato la giornata lavorativa.

CRESCITA CONTINUA – Le prime produzioni, lunghe un minuto circa, mancano infatti di elaborazione poiché la vera magia consiste la rappresentazione stessa di uomini e oggetti in azione. Vedere raffigurata la realtà quotidiana stravolge informazione e intrattenimento, più semplice da portare in giro rispetto agli spettacoli teatrali e sofisticato rispetto ai precedenti mezzi artistici quali libri fotografici o lanterne magiche, ritraenti immagini statiche o movimenti stilizzati. Invenzione su cui, ironia del destino, non credono proprio i fratelli Lumière (ritenuta “senza futuro”), smentiti nettamente dalla forte influenza che porterà al Novecento.