“Ho odiato Hollywood. E ‘una città senza pietà, conta solo il successo. Non conosco nessun altro posto al mondo in cui così tante persone soffrono di esaurimenti nervosi, dove ci sono tanti alcolisti, nevrotici e infelici”

Mai come nell’epoca attuale l’industria cinematografica è segnata da continue novità. Facile dimenticarsi così di coloro che si sono resi protagonisti nell’epoca passata, ma impossibile se si discute di un’autentica icona quale Grace Kelly. Nata a Filadelfia il 12 novembre 1929 da una famiglia benestante di origine irlandesi, vive nel mito del padre John, straordinario atleta capace di conquistare tre medaglie d’oro nella specialità del canottaggio durante due olimpiadi. Il lato artistico proviene dallo zio paterno George, commediografo vincitore di un premio Pulitzer.

UNA RAPIDA ASCESA – Ricevuta una rigida educazione cattolica, la sua bellezza le permette di lavorare come indossatrice, ma la sua vera passione è la recitazione e, nonostante l’opinione contraria dei genitori, si iscrive all’accademia di New York. Il debutto sul grande schermo lo compie ventiduenne in “14° ora” e l’anno dopo è già co-protagonista, nei panni della giovane moglie di uno sceriffo, impersonato da Gary Cooper, in “Mezzogiorno di fuoco”. Il riconoscimento degli addetti ai lavori avviene grazie a “Mogambo”, opera datata 1953 ambientata all’interno della giungla del Kenya e incentrata sul suo triangolo amoroso assieme a Clark Gable e Ava Gardner. Ruolo che le garantisce la nomination agli Oscar quale miglior attrice non protagonista.

L’AMORE DELLA VITA – L’esplosione definitiva gliela concede il mitico Alfred Hitchcock, affascinato dal mix sprigionato di bellezza e sensualità (da cui il soprannome che le affibbia di “Ghiaccio bollente”), che la rende interprete di “Il delitto perfetto”, “La finestra sul cortile” e “Caccia al ladro”, quest’ultima produzione ambientata sulla Costa Azzurra, dove conosce il Principe Ranieri di Monaco, suo futuro marito. E’ il 18 aprile 1956 quando i due innamorati convolano a nozze, dopo l’Oscar aggiudicatole come miglior interprete in “Ragazza di Campagna” e la successiva rottura con la Casa di produzione Mgm che segna la fine della sua carriera.

SIMBOLO GLAMOUR – La storia d’amore viene seguita costantemente dai giornalisti di tutto il mondo e a beneficiarne è la stessa Monaco, che diventa un luogo d’elite. Madre anche di Caroline e Alberto, insieme alla terzogenita Stephanie è coinvolta in un incidente d’auto di cui lei stessa è alla guida, che, al contrario della figlia, le risulta fatale ad appena 52 anni.

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